Impianti solari: Tecnologie che «brilleranno» ancora a lungo

Benché l’energia solare sia alla base di entrambi i sistemi, essi sono completamente diversi: nel fotovoltaico, i moduli combinati di celle fotovoltaiche convertono dapprima l’energia solare in corrente continua. Quest’ultima viene in seguito convertita, tramite un inverter, in corrente alternata compatibile con la rete elettrica e può, quindi, essere prelevata tramite una normale presa elettrica. Nel solare termico, invece, i pannelli trasformano la luce del sole in calore, che ad esempio può essere utilizzato per produrre acqua calda.

Il fotovoltaico fa progressi

La quantità di corrente prodotta da un impianto solare dipende, tra l’altro, dalla grandezza della superficie e dall’angolo di esposizione al sole delle celle solari. Un’altra componente chiave è il grado di efficienza, che indica la percentuale di rendimento dell’impianto fotovoltaico. Negli ultimi anni questo valore è costantemente in crescita. Se 15 anni fa il grado di efficienza si attestava ancora tra l’8 e il 10%, oggi può raggiungere il 19% grazie ai nuovi tipi di celle ad alto rendimento.

Prima di mettere in opera i piani di costruzione, vale la pena fare esaminare la situazione agli esperti. Infatti, lo specialista elettrico sa quali materiali che costituiscono le celle sono più appropriati e in quale posizione l’impianto fornisce il massimo rendimento. Queste considerazioni richiedono un coinvolgimento precoce dello specialista elettrico.

Lo stoccaggio intelligente conviene

L’elettricità prodotta viene immessa nella rete pubblica oppure può essere utilizzata direttamente. Ma cosa succede se il rendimento è superiore al consumo domestico? In tal caso ci vuole un dispositivo di immagazzinamento intelligente. Perciò c’è bisogno dello specialista e della tecnologia giusta. Una soluzione è la cosiddetta batteria di stoccaggio, che di solito viene sistemata in cantina ed è collegata all’impianto fotovoltaico sul tetto. Se l’energia prodotta non viene completamente consumata, quella in eccesso finisce in magazzino. Per attuare questo processo si consiglia un inverter ibrido. Infatti, il «contatore intelligente» riconosce un divario tra l’elettricità prodotta e quella utilizzata, quindi incanala l’energia solare nel dispositivo di stoccaggio sotto forma di corrente continua. In questo modo si può coprire fino al 70% del fabbisogno energetico. E solo nel caso di un lungo periodo di maltempo ci si dovrà approvvigionare presso l’azienda elettrica locale.

L’obiettivo è di coprire con elettricità «autoprodotta» il più possibile del proprio fabbisogno. Lo stoccaggio è in tutto e per tutto una soluzione rispettosa dell’ambiente e conveniente sotto il profilo dei costi.

Il solare termico fa risparmiare

Sebbene l’elettricità da fonti rinnovabili stia vivendo un boom, è importante che il consumo continui a diminuire, per esempio riscaldando l’acqua a una temperatura più bassa. I pannelli solari termici (chiamati tecnicamente collettori solari) costituiscono un modo ecologico per produrre acqua corrente calda che, a seconda del modello, può essere utilizzata anche per l’impianto di riscaldamento. Il cuore dei collettori solari è il pannello di assorbimento. Esso è costituito da materiale ad alta conduttività, come il rame o l’alluminio, che determina il grado di assorbimento, ovvero la quantità di radiazione solare «convertita».

All’interno dei collettori posti sul tetto circola un fluido che trasporta il calore prodotto dai raggi del sole. Il fluido viene incanalato in uno scambiatore che trasferisce il calore alle condotte idriche, da dove poi esce acqua calda pronta all’uso.

Doppio vantaggio

Tramite una combinazione di impianti, il calore così ottenuto può essere usato, oltre che per produrre acqua corrente calda, anche a sostegno del riscaldamento domestico. Così facendo si può risparmiare energia specialmente durante le mezze stagioni. Con domande mirate riguardanti il consumo e le caratteristiche dell’immobile, lo specialista può comporre l’installazione con il miglior rapporto prezzo/prestazioni per ogni singolo cliente.

Consumo indipendente dall’ora grazie allo stoccaggio

Affinché l’energia prodotta sia disponibile anche dopo il tramonto, si pone la questione del dispositivo d’immagazzinamento più adatto. Una soluzione la fornisce un serbatoio puffer: attraverso lo scambiatore, il calore in eccesso giunge in un deposito; l’acqua qui contenuta si riscalda e fornisce il calore quando c’è bisogno. Ne risulta una gestione economica del riscaldamento e dell’acqua calda, poiché il sistema non deve passare di continuo dal funzionamento a pieno regime alla modalità «riposo».

Grande rendimento in piccolo spazio

L’aspetto ecologico del solare termico è evidente, ma per quanto riguarda le prestazioni? In media i pannelli solari sopperiscono ad oltre la metà del consumo annuo d’acqua calda. E questo occupando spazi estremamente modesti. Basta una superficie compresa tra 1 e 1,5 metri quadrati per ogni consumatore. Di conseguenza, un’area compresa tra 4 e 6 metri quadrati è sufficiente per fornire acqua calda a una famiglia di quattro persone. L’importante è che l’installazione sia eseguita da un professionista. Ciò vale anche, e soprattutto, in quest’epoca in cui ci si arrangia con le istruzioni di montaggio fai-da-te reperite su Internet. Infatti, solo con un montaggio e una messa a punto professionali si può sfruttare il pieno potenziale dell’impianto e garantirne la sicurezza.

Fotovoltaico o solare termico?

Entrambe le varianti offrono vantaggi chiari come il sole: sono rispettosi dell’ambiente, efficaci e facili da usare. Quale sia il metodo che soddisfa meglio le esigenze del committente, lo decide l’elettricista professionista. Che si tratti di fotovoltaico, solare termico o di una combinazione dei due: lo specialista ELITE farà in modo che il sole possa essere goduto anche quanto il cielo è coperto di nuvole.

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17. maggio 2016
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